11/05/2026
Come è cambiata la flora europea negli ultimi 60 anni
Più di trenta botanici da 13 paesi hanno esaminato quasi 650mila rilievi e circa 18mila serie storiche per mappare i cambiamenti della vegetazione legati al riscaldamento globale
27/04/2026
I boschi lungo il fiume Adige: sentinelle di biodiversità a rischio
È in corso uno studio della vegetazione lungo l’intero corso del fiume Adige, frutto della collaborazione tra la sezione Botanica della Fondazione Museo Civico di Rovereto e l’Università degli Studi di Siena.
I boschi ripariali del fiume Adige, ovvero quelli che costeggiano le rive, rappresentano uno degli ecosistemi più dinamici del nostro territorio. Si sviluppano lungo tutto il corso del fiume, dalla provincia di Bolzano fino alla foce nel Mare Adriatico e, oltre a caratterizzare il paesaggio, svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità, la stabilità delle sponde e la connessione ecologica. Tuttavia si tratta di ambienti molto fragili in quanto influenzati dalle azioni umane passate e presenti di rimaneggiamento delle sponde, oltre ad essere luoghi prediletti per l’espansione delle specie esotiche invasive che trovano nei corridoi fluviali condizioni ideali per diffondersi rapidamente.
(https://www.fondazionemcr.it/news.jsp?ID_NEWS=2861&areaNews=48>emplate=default.jsp)
22/04/2026
Il caldo crescente e i suoi effetti sugli habitat forestali
«Questi risultati hanno importanti e concrete implicazioni per la conservazione: non basta basarsi sulle previsioni climatiche globali, occorre considerare anche le caratteristiche locali e gli habitat.
La forma del terreno e la disponibilità d’acqua possono mitigare o amplificare gli effetti del riscaldamento. In questo contesto emerge con forza anche un altro aspetto cruciale: la gestione degli ecosistemi. Non esistono infatti soluzioni universalmente valide o strategie “globali” applicabili in modo uniforme. La gestione della biodiversità si sviluppa necessariamente su scala locale, dove ogni intervento deve essere calibrato sulle specificità del sito, tenendo conto delle condizioni microclimatiche, del suolo e della struttura del paesaggio».
24/04/2025
Pino nero, custode di biodiversità oltre i confini naturali
«Queste formazioni secondarie potrebbero rappresentare una sorta di ‘ritorno’ in habitat storici. Una situazione ben diversa da quella delle piantagioni con specie esotiche, come gli eucalipti, introdotte da altri continenti. È un esempio chiaro di quanto sia fondamentale conoscere la biogeografia delle specie: non tutte le piantagioni, infatti, hanno lo stesso valore ecologico».
22/02/2025
Preoccupa declino delle aree prative semi naturali in Valsugana
“Abbandono pratiche tradizionali ha avuto un ruolo cruciale”
21/02/2025
“Addio ai prati ricchi di fiori?”. Lo studio che svela oltre 30 anni di cambiamenti nelle praterie in Valsugana: ecco i risultati
Un recente studio, coordinato dall’Università di Siena con il contributo dei botanici della Fondazione Museo Civico di Rovereto, rivela le profonde trasformazioni che hanno interessato i prati da fieno e i pascoli negli ultimi decenni: ecco i risultati
22/02/2025
Come cambiano prati e pascoli: lo studio in Valsugana rivela il mutamento in quarant’anni
Lo studio di Università di Siena e Museo Civico di Rovereto: fra specie aliene e cambiamento climatico, ma il danno maggiore è dovuto al «preoccupante declino delle aree prative semi-naturali» a bassa quota. L’abbandono di sfalcio e pascolo ha avuto un ruolo importante
(https://www.giornaletrentino.it/cronaca/2025/02/22/come-cambiano-i-nostri-prati-e-pascoli-lo-studio-in-valsugana-rivela-il-mutamento-in-quarant-anni-1.4006629)



















